CAPSULITE ADESIVA: COME RICONOSCERLA E COME TRATTARLA

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CAPSULITE ADESIVA: COME RICONOSCERLA E COME TRATTARLA

Fisiomed è un centro specializzato nel trattamento di capsulite di spalla a Modena.  La capsulite adesiva detta anche comunemente “spalla congelata” identifica una patologia infiammatoria che porta ad una perdita di mobilità dell’articolazione scapolo-omerale. Il decorso è solitamente progressivo: i sintomi si presentano inizialmente in maniera più lieve per poi peggiorare gradualmente col passare del tempo.

Che cos’è la capsulite?

È una condizione invalidante caratterizzata da dolore e che può causare notevole frustrazione nel paziente per colpa dei lunghi tempi di recupero funzionale. La patologia comporta un’importante limitazione dei movimenti della spalla ed un costante dolore, che tende nelle ore notturne a peggiorare rendendo poi impossibili anche i gesti più comuni. Il paziente affetto da capsulite adesiva di spalla ha quindi spesso difficoltà ad addormentarsi o si sveglia durante la notte per fitte dolorose.

Quali sono le cause della capsulite?

L’articolazione della spalla è composta da ossa, tendini e legamenti, che si articolano tra loro e sono compresi in una capsula. Questa capsula è un manicotto di fibre collagene che rivestono l’articolazione, in fisiologia, durante i movimenti della gleno-omerale deve potersi allungare da un lato e accorciare dall’altro, se ciò non avviene la mobilità è alterata e si innesca un compenso di scapola. Quando la capsula si infiamma e si restringe fino a limitare i normali movimenti dell’articolazione, è allora che si verifica la capsulite adesiva.

Questo quadro è spesso associato a tendiniti protratte nel tempo che portano anch’esse ad una riduzione di mobilità con conseguente minore vascolarizzazione, riduzione del drenaggio e trasformazione delle fibre collagene di elastina in fibrina; quest’ultima innesca una rigidità capsulare con ulteriore diminuzione di vascolarizzazione e drenaggio e aumento del processo di fibrotizzazione della capsula.

Viene quindi a crearsi un circolo vizioso duro da interrompere ed è qui che diventa fondamentale l’intervento della fisiochinesiterapia che va ad invertire sul processo di fibrotizzazione della capsula per ridare mobilità alla spalla innescando un circolo virtuoso di vascolarizzazione e anche di drenaggio.

Chi sono i soggetti colpiti?

È stata evidenziata una maggiore incidenza della capsulite alla spalla adesiva nei soggetti di sesso femminile, in un’età compresa fra i 35 e i 50 anni e spesso si associa a malattie di tipo metabolico (per esempio diabete o iper-ipotiroidismo).

Secondo i ricercatori questa patologia potrebbe avere correlazioni con problematiche autoimmuni ma resta comunque ad eziologia ignota, cioè non hanno ancora scoperto il perché la capsulite adesiva colpisca alcune persone piuttosto che altre.

Quali sono i sintomi della capsulite?

La capsulite adesiva solitamente è caratterizzata da 3 stadi e si manifesta in maniera progressiva:

  • STADIO 1 (Congelamento) i movimenti dell’articolazione iniziano ad essere molto dolorosi, ma ancora possibili, e l’ampiezza dei movimenti gradualmente si riduce. Questa fase infiammatoria mediamente ha una durata che va dai 2 ai 9 mesi.
  • STADIO 2 questa faseè caratterizzata da una leggera riduzione della sintomatologia dolorosa ma è accompagnata da una considerevole diminuzione del range dei movimenti.  La durata di questo secondo stadio è fra i 4 ed i 9 mesi.
  • STADIO 3 (Scongelamento) l’ultima fase vede, a poco a poco, un aumento del movimento articolare fino al recupero che può essere totale o solo parziale. Può durare da 6 mesi fino anche a 2 anni.

Come si può prevenire la patologia?

Poiché non sono noti fattori di rischio sui quali si possa agire in modo preventivo non esiste una vera forma di prevenzione ma diventa fondamentale un tempestivo intervento per bloccare l’avanzare del dolore e della rigidità e diminuire così i tempi di recupero.

La diagnosi della problematica

Spesso già l’esame fisico è sufficiente per effettuare una diagnosi di capsulite adesiva andando a verificare la mobilità dell’articolazione e la possibilità di compiere o meno determinati movimenti. In certi casi la risonanza magnetica e la radiografia possono essere utili per una diagnosi differenziale ed escludere patologie differenti.

Il trattamento della capsulite

In questa patologia i trattamenti mirano a ridurre il dolore ed a recuperare la funzionalità dell’articolazione.

Spesso lo specialista, soprattutto nel primo stadio, prescrive farmaci antinfiammatori ed antidolorifici.

Purtroppo, si tratta di una patologia i cui tempi di recupero sono molto lunghi e per la quale è difficile fare una stima sulla durata dei trattamenti, in letteratura si parla comunque di un anno o un anno e mezzo per una risoluzione pressoché completa.

Fra le opzioni terapeutiche per la capsulite adesiva ci sono:

  • Terapia farmacologica antinfiammatoria
  • Fisiochinesiterapia: inizialmente con movimenti segmentari del braccio fino a ad arrivare al recupero dei movimenti complessi e dei gesti funzionali. Durante la seduta di terapia manuale è fondamentale anche che il terapista esegua un lavoro di scollamento della scapola
  • Terapia fisica: utile in fase acuta per ridurre l’infiammazione e dare sollievo al paziente e permettere di iniziare a mobilizzare l’articolazione. I macchinari più indicati in questi casi sono: TECAR o CTU (pompa diamagnetica)
  • Infiltrazioni di corticosteroidi per alleviare il dolore e migliorare la mobilità articolare
  • Intervento in artroscopia dove si va a rimuovere parte del tessuto capsulare (solo in casi molto gravi)

Se sei interessato ad una terapia per la capsulite alla spalla a Modena, rivolgiti a Fisiomed!